lunedì 7 settembre 2009

Magic Moments

Queste sono le due metà del mio cuore..insieme sono tutta la mia vita...




giovedì 20 agosto 2009

FIORI E COLORI

I FIORI DEL MALE

AL LETTORE

La stoltezza, l'errore, il peccato, l'avarizia, abitano i nostri spiriti e agitano i nostri corpi; noi nutriamo amabili rimorsi

come i mendicanti alimentano i loro insetti.

I nostri peccati sono testardi, vili i nostri pentimenti; ci facciamo pagare lautamente le nostre confessioni e ritorniamo

gai pel sentiero melmoso, convinti d'aver lavato con lagrime miserevoli tutte le nostre macchie.

È Satana Trismegisto che culla a lungo sul cuscino del male il nostro spirito stregato, svaporando, dotto chimico, il

ricco metallo della nostra volontà.

Il Diavolo regge i fili che ci muovono! Gli oggetti ripugnanti ci affascinano; ogni giorno discendiamo d'un passo verso

l'Inferno, senza provare orrore, attraversando tenebre mefitiche.

Come un vizioso povero che bacia e tetta il seno martoriato d'un'antica puttana, noi al volo rubiamo un piacere

clandestino e lo spremiamo con forza, quasi fosse una vecchia arancia.

Serrato, brulicante come un milione di vermi, un popolo di demoni gavazza nei nostri cervelli, e quando respiriamo, la

morte ci scende nei polmoni quale un fiume invisibile dai cupi lamenti.

Se lo stupro, il veleno, il pugnale, l'incendio, non hanno ancora ricamato con le loro forme piacevoli il canovaccio

banale dei nostri miseri destini, è perché non abbiamo, ahimé, un'anima sufficientemente ardita.

Ma in mezzo agli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli scorpioni, gli avvoltoi, i serpenti, fra i mostri che

guaiscono, urlano, grugniscono entro il serraglio infame dei nostri vizi,

uno ve n'è, più laido, più cattivo, più immondo. Sebbene non faccia grandi gesti, né lanci acute strida, ridurrebbe

volentieri la terra a una rovina e in un solo sbadiglio ingoierebbe il mondo.

È la Noia! L'occhio gravato da una lagrima involontaria, sogna patiboli fumando la sua pipa. Tu lo conosci, lettore,

questo mostro delicato - tu, ipocrita lettore - mio simile e fratello!


Charles Baudelaire

















martedì 18 agosto 2009

Un giro per Vercelli



P.zza Cavour ... la piazza del mercato





Via Gioberti verso P.zza Cavour




Un comignolo un po' particolare...che occhio che ho!!!



La Torre dell'Angelo

domenica 16 agosto 2009

Madre Terra










La storia celtica, druidica e quella sciamanica degli Indiani d'America insegna che la Natura include un vasto spettro di stati mentali e spirituali, dei quali molti di noi ignorano l'esistenza. Gli antichi insegnavano che la Divinità era la Natura. Madre Terra, il Dio e la Dea, il Sole e la Luna. Il Grande Spirito sta dentro di noi e si manifesta in tutta la Natura. Il Dio e la Dea dei Celti sono immanenti proprio come il Wakan Tanka.
Attraverso il rito come risorsa per entrare nello stato di coscienza rituale, lo sciamano o la strega espandono costantemente la propria conoscenza e la conoscenza è potere.
La magia è Naturale. La Terra è una manifestazione dell'energia che potremmo definire "divina" (non in senso cattolico cristiano del termine). Quando siamo immersi nella natura siamo circondati dal Grande Spirito, dal Dio e dalla Dea, o come li si voglia chiamare...l'energià è natura...impariamo ad ascoltare la nostra Madre Terra.

Basilica di Sant'Andrea - Vercelli






La basilica di Sant'Andrea è probabilmente uno dei monumenti più conosciuti della città di Vercelli.

La basilica fu fondata nel 1219 per volontà del cardinale Guala Bicchieri e completata nel 1227. Si tratta di un esempio precoce di architettura gotica italiana dei cistercensi. Il cardinale era stato legato pontificio in Francia e quindi aveva potuto ammirare le nuove cattedrali gotiche dell'Ile de France.

In essa si fondono in modo paradigmatico la tradizione romanica (rintracciabile nella facciata a capanna e nelle loggette ad archetti) e i nuovi influssi del gotico europeo.


Anche oggi mi sono fermata sotto la sua imponenza...pietrificata dal suo splendore sotto i primi raggi del mattino.


Il bello è lo splendore del vero. Platone

E' nella fotografia che ritrovo la bellezza del mondo che mi circonda...nella fotografia che ne colgo tutta la sua solitudine...nell'immortalare il momento che percepisco l'immortalità.